FREQUENZA
Meglio la frequenza della relazione, quest'ultima porta sempre confronti, paragoni, analogie, raffronti. E la competizione? Che tristezza! Chiunque fuori ruolo e luogo. La frequenza è frequente, frequentemente, frequentazione, frequentare, frequentarsi. Avete mai frequentato Heinrich Rudolf Hertz (Hz)? KHz (Kilohertz), MHz (Megahertz), GHz (Gigahertz). Frequentatelo, così, per fortuna, potete sentirvi soli in mezzo a tanta gente.
Frequenza
Tutto quello che esiste vibra secondo una misura propria. "Frequenza ", esplora questa costante invisibile, traducendo il rigore di una formula fisica in una riflessione sull'intellegibilitá dell'essere.
L'opera suggerisce che la comprensione non nasca dall'evento isolato, ma dal comportamento costante: quel batttito regolare che trasforma il caos in un messaggio decifrabile.
Tuttavia, é proprio in questo ritmo che si consuma un paradosso tragico. L'essere umano, assorbito dall'adempimento delle proprie responsabilità, finisce per non avvertire l'invadenza violenta dei propri simili; una massa che reclama incessantemente "relazione", ignorando che l'esistere stesso è già la relazione massima e assoluta.
Questa fame di alteritá non è che il sintomo di una mancanza primaria: l'incapacità dell'uomo di relazionarsi con se stesso.
È qui che emerge una forma di alienazione malata che potremmo definire " Eleganza ": l'opera ci ricorda che nulla in vita, finché attraversa il corpo, può realmente sfuggire al legame; la frequenza continua a scorrere, poiché ogni fibra della materia è, per sua natura, in perenne relazione con il tutto.
In una malattia espressa come complimento, il malato dell'eleganza, non si relaziona con se stesso, e la frequenza non mantiene l'essere umano in quella elevazione che la sua natura sofisticata pretende.....frequenza.



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