Composizione


 Sono pittrice e visual artist. Per me, l'atto creativo non è una semplice esecuzione, ma un adempimento personale che richiede una capacità imprescindibile. Il mio lavoro si muove attraverso cinque tappe fondamentali: l'identificazione con il tema, l'immedesimazione profonda nel soggetto, la simbiosi viscerale con la materia, la definizione di una fisionomia unica e, infine, la ricerca di una  somiglianza che non é copia del reale, ma riflesso autentico. Senza questo processo, l'arte sarebbe privata della propria comunicazione. Il mio modo è individualmente volto a superare i limiti della tecnica per abbracciare la verità della visione. Tutto parte nel riconoscere il mondo esterno, e per questo sentire di dover realizzare. Come, quando, nemmeno la passione, poteva superare la determinazione e l'applicazione allo studio, alla pratica, a qualsiasi età, e in qualsiasi modo. Senza questa presa di coscienza, non c'è scintilla creativa. Nell'immedesimazione c'è un momento in cui smetto di guardare l'oggetto e inizio a sentirlo. Entro nei panni della materia o dell'emozione, ne assorbo le vibrazioni finché il confine tra me e l'altro è sottile. Correnti attuali, filosofi come Graham Harman sostengono che gli oggetti abbiano una vita autonoma e propria, comunicano anche tra di loro con interazioni materiali, l'oggetto non è passivo. Nella Simbiosi spesso l'opera nel nascere suggerisce il dopo di se stessa, e la fisionomia è la concretezza, un carattere distintivo che la rende unica. La somiglianza è un dialogo personale. Forse è più che il famoso stile dell'artista, ma l'immediata e inconfondibile verità, oltre, la firma d'autore. A scuola si scrive durante il  dettato, tutti  vogliono  avere una buona grafia, per via del voto, persino chi rammenta, di ricordare il contenuto del racconto, si applica a un  corretto comportamento sotto dettatura. Senza contaminazioni . È la bellezza della  maestria. Quest'opera è  fotografica. I Putti, paffutelli e alati , come angeli , li ho comprati in un periodo in cui questi amorini, queste personificazioni anche stampate, erano dappertutto. Li ho pagati una cifra irrisoria,  ero proprio in un'altra dimensione, realmente, prima e dopo l'acquisto. Se mi distacco da quel ricordo, penso d'aver speso una fortuna ad una battitura d'asta. Non è il gioco o il giuoco del contrario di tutto. È dare il giusto valore a qualcosa che meriti, tanto quanto ti appartiene. Una prova inconfutabile! Non li romperei mai , soprattutto per un motivo d'ira nei confronti di chi detesto.  Non ho potuto enfatizzarli, riproducendoli in pittura sulla tela. Ecco, questo è quanto, meglio di così non posso e non voglio immaginarli, diversamente sarebbero lontani da me. Senza alcun romanticismo, gli artefatti, i miei amorini, sono oggetti; io il soggetto artista, però, artefice, di un opera senza parole, ma con un titolo.

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